Home / Recensioni / “Nel caos di stanze stupefacenti”: una vita caotica, ritmiche incessanti e chitarre elettriche ad alto volume

“Nel caos di stanze stupefacenti”: una vita caotica, ritmiche incessanti e chitarre elettriche ad alto volume

È uscito il 7 marzo il 3° album di Claudia Lagona, aka Levante, siciliana originaria di Caltagirone, torinese d’adozione.
Dodici nuove canzoni, che segnano un continuo nella produzione della cantante e che arrivano dopo il romanzo pubblicato per Rizzoli lo scorso febbraio “Se non ti vedo non esisti”.
Un inizio di primavera caotico per la cantante, attualmente impegnata a presentare il suo ultimo lavoro discografico in giro per l’Italia.
“Nel caos di stanze stupefacenti” è un disco che continua a scrivere la storia personale e artistica di Levante, dopo “Manuale d’istruzione” (2013) e “Abbi cura di te” (2015).
È già la copertina a darci un primo indizio: nei primi due lavori la posa della cantante è composta, mentre in questo ultimo la poltrona rovesciata per terra costringe Levante a dialogare con il suo riflesso allo specchio.
Quasi una dichiarazione di voler fare il punto della situazione, attraverso la musica e 12 canzoni che, come 12 stanze caotiche in cui tutto è dismesso e confuso, Levante attraversa se stessa, ritrovandosi faccia a faccia con la vita di tutti i giorni.
Una vita caotica, raccontata attraverso ritmiche incessanti e chitarre elettriche ad alto volume. Un esempio? La hit “Non me ne frega niente”, chiara polemica nei confronti del mondo social in cui siamo immersi e da cui dipendiamo fin troppo.
Me nel passaggio tra una stanza e l’altra, Levante trova il modo di far ordine nella confusione e nella dolcezza di alcune note al pianoforte riprende fiato, ricordando l’amore, la speranza e mettendo a nudo le proprie debolezze.
È nel preludio d’apertura all’album (intitolato non a caso “Caos”) che Levante mostra tutta la sua fragilità e l’intenzione di scavare dentro se stessa:
“Mi si legge in fronte il caos che ho dentro,
si sente forte il caos che ho dentro,
mi porto fino alla fine del mondo
voglio andare più a fondo
voglio le ali
pensieri su cui volare
dove non so toccare la terra
è distante questo pianeta
dalla mia amata meta
metà di me non sa più dove vorrebbe andare
l’altra vuole restare…”
Ad impreziosire quest’album interviene anche la collaborazione di Max Gazzè (per cui Levante ha aperto i concerti del “Sotto Casa Tour” nel 2014) nel brano “Pezzo di me”.
“Nel caos di stanze stupefacenti” è un mondo in cui Levante cammina a piedi nudi, senza temere la trasparenza delle sue parole, la potenza della sua musica e la dolcezza “stupefacente” che persino il caos riesce ad avere.

Erica Donzella

Di Redazione Urbanweek

Controllare

Presidenti a tempo perso: testi “crudi”, spaccati di vita quotidiana tradotta in musica

Presidenti a tempo perso è una delle band che, negli ultimi tempi, si sta facendo notare …

Lascia un commento