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Primavera Sound: quando Barcellona diventa la capitale europea della musica

Il Primavera Sound è iniziato ieri sera a Barcellona, ma era già sold out da mesi e si pensa già alla prossima edizione.

Un successo enorme confermato anche dalla vendita del 60% dei biglietti quando ancora il cast al completo non era stato annunciato.

Ieri la serata completamente gratuita, ma è da stasera che si inizia a far sul serio fino a sabato.

Il primavera sound attiva amanti della musica e non da tutta l’Europa perché viene considerato come una sorta di presentazione delle proposte musicali del prossimo anno, tutti gli artisti più importanti dello scenario internazionale calcano ogni anno quel palco.

Il Primavera anticipa di qualche giorno il concerto benefico di domenica all’Old Trafford stadium di Manchester di Ariana Grande con i Coldplay, Justin Bieber e altri, è dunque uno dei primi appuntamenti di grande richiamo (alla fine dei quattro giorni di musica gli spettatori saranno poco meno di 200 mila) per ritrovarsi a gioire ascoltando musica dal vivo nel tentativo, quanto mai necessario, di superare il trauma della recente tragedia di Manchester.

Che si tratti di una line up col botto serve basterebbe solo elencare la partecipazione dei canadesi Arcade Fire, ma a ciò aggiungiamo anche l’indie folk di Bon Iver, il grande rhythm and blues bianco di Van Morrison (entrambi sabato) il concerto di Solange (venerdì), la sorella di Beyoncé autrice di uno degli album più belli dell’anno. E mentre tutto il mondo giustamente impazzisce per i 50 anni di Sgt. Pepper’s al Primavera si ricorda un altro cinquantenario, quello di uno degli album più belli di sempre, Odessey And Oracle, che gli inglesi Zombies vengono a risuonare dal vivo (giovedì) dalla prima all’ultima traccia: un capolavoro tra Pet Sounds dei Beach Boys e Revolver dei Beatles, con alcune perle come Cell of 44 e Time of the season.

Gli Zombies sono un esempio dell’attitudine alla riscoperta del festival catalano, sempre attento a proporre ritorni, reunion in anteprima o in esclusiva, ma anche ad avvistare nuovi fenomeni: “Abbiamo un gruppo di 8 collaboratori che gira il mondo tutto l’anno solo per scoprire e proporci delle novità” spiegano gli organizzatori. Ecco allora nella prima giornata il particolarissimo dj set intitolato Dancefloor Meditations con una coppia inedita formata dall’ex Pulp Jarvis Cocker e dal bassista del gruppo Steve Mackey, già produttore di M.I.A. e di Florence + The Machine. O il set dei Local natives che dopo il celebrato debutto Gorilla Manor e dopo Hummingbird del 2013 tornano a presentare il loro nuovo album Sunlit Youth, sorprendentemente meno psichedelico e molto più elettropop dei precedenti.

E se, dopo la sua defaillance, Frank Ocean venerdì verrà sostituito da Jamie XX, la serata potrà contare sui trascinanti The XX, sul sorprendente R&B e sulle atmosfere liquide e avvolgenti di Flying Lotus, sull’eccentricità del duo rap del momento dei Run The Jewels, sulla mix etnorock di Sinkane, sulla proposta elettronica (l’hanno definito futurismo electropop) dell’israeliana Noga Erez o sull’elettrofolk di Angel Olsen, entrambe sabato.

Mentre il pubblico italiano al Primavera si fa sempre più numeroso. Aumenta anche il numero degli artisti invitati ad esibirsi, quest’anno ci sono il cantautore Iosonouncane, l’unico in cartellone, mentre Persian Pelican, Wrongonyou e Shijo X si esibiranno per gli addetti ai lavori, discografici, promoter e stampa, negli spazi di Primavera Pro.

Foto di Francesco Perrone

Di Redazione Urbanweek

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